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Quando il primo bambino rise, la sua risata si infranse in mille e mille piccoli pezzi, che si dispersero scintillando per tutto il mondo: così nacquero le fate. ( da "Peter Pan" di James M. Barrie )

°o.OFatinaJelielO.o°°o.OErikaO.o°

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Gli amici e la famiglia sono la cosa più importante per me, non riesco ad immaginare la vita senza loro, sarei disposta a tutto... sono la mia forza, la mia speranza, il mio coraggio, sono... la mia vita stessa.
Mi affascinano molto la cultura e le tradizioni indiane, il lupo è il mio totem, penso che abbia molto in comune con me... è predatore e preda, è misterioso,è diffidente, è un ottimo osservatore, sa essere dannatamente aggressivo ma anche estremamente dolce, ha bisogno del suo branco ma è comunche un animale molto riservato che a volte si nasconde nella sua solitudine.....
Musica è passione: fa sognare, fa capire, da la forza di reagire,fa viaggiare senza partire, in qualsiasi momento o situazione, con qualsiasi stato d'animo è la miglior carica e la miglior terapia...questa è la musica!.
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•.¸.•*´¨`*•.♥ Valentina ♥.•*´¨`*•.¸.•
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oo..fatina..o..jeliel..o..erika..oo

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    July 07 12:07 PM
    Bellissimo il tuo blog...davvero "fatato"...se ti va di aggiungermi ai tuoi contatti...indiana_79@libero.it...ciao
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    Barby
    June 26 1:39 PM
    Ciao!! Gironzolando tra i blog ho trovato il tuo che devo dire è molto carino!! Complimenti!! Anche a me piacciono le fate e ho visto che hai una collezione di immagini di Trilli.. Ho pensato allora che questa potrebbe arricchire la tua collezione.. Un saluto!!
     
     
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    ☆««†мαяια¢єℓεѕtє ⓞⓡ AnImA LiBeRa
    June 24 8:42 AM
    ciaooo
    il tuo blog mi piace molto ti ho appena inviato una richiesta di amicizia :)
    anche io amo il fantasy e anche a me piace Pelù ha una voce bellissima! >.<
     
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    5 sensi
    June 22 12:28 PM
    Ciao!!!
    è appena nata una nuova directory!
    la DIRECTORY 5 SENSI
     
     vieni a dare un occhiata!"
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    .*·.‡.·†šℓανєτнє∂αяқηєšš†·.‡.·*.
    June 17 3:33 AM

    COMPLIMENTI…

    AMO LE FATE….

    IL BLOG..

    SIMPLICEMENTE INCANTEVOLE

    X QST MOTIVO

    CON SOMMO PIACERE

    T ASSEGNO IL PREMIO “BRILLANTE WEBLOG”

    Image Hosted by Upload to World - Free Upload

    X RITIRARE IL PREMIO ASSEGNATO

    PASSA DAL MIO BLOG

    E SEGUI LE REGOLE

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    SARAI SEMPRE LA BENVENUTA

    UN MORSO

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June 06

LE FATE IN GERMANIA E ROMANIA

 

LE FATE IN GERMANIA

Le contrade, le montagne, le valli, i villaggi e i sobborghi pullulano letteralmente di leggende e apparizioni legate non solo alle Fate, ma anche a tutti gli altri spiriti della natura, dell'aria e delle acque. La più famosa tra tutte e la misteriosa Dama Berthe, o Berta di Rosemberg, vissuta nel XV secolo ed equivalente alle più note Dame Bianche sparse un po' in tutta Europa. Ufficialmente pare sia apparsa per la prima volta nel castello di Neuhaus, poi nelle altre residenze di famiglie illustri imparentate con i Rosemberg, e come altre consorelle europee si presentava al momento di una nascita, o in occasione di gravi avvenimenti, nelle case sulle quali estendeva la sua protezione.
Già nel cinquecento, Erasmo da Rotterdam scriveva: la cosa più notevole della nostra Germania è forse la "donna bianca", la quale si fa vedere quando la morte sta per battere alla porta di qualche principe, e non soltanto d'Allemagna, ma anche di Boemia. Questo essere s'è infatti mostrato alla morte della maggior parte dei grandi di Neuhaus e di Rosemberg e si mostra ancora oggigiorno, ma non soltanto in quelle occasioni: anche quando debba celebrarvisi un matrimonio, o stia per nascere un bimbo. Per quanto concerne il suo modo d'agire, ella passa talvolta rapidamente di stanza in stanza, con un gran mucchio di chiavi appese alla cintura, mediante le quali apre e chiude ogni porta, tanto di giorno quanto di notte. Se taluno la saluta, assume un tono di voce da donna vedova, una gravità di persona nobile e dopo aver accennato col capo ad un inchino, se ne va e scompare. Non rivolge giammai parole sgarbate a nessuno; guarda invece tutti con modestia e pudore. Si mostra buona verso i mendicanti e soffre assai quando non ottiene che si presti loro aiuto come a lei piace... In particolare, tre divinità sembrano incarnare i differenti aspetti attribuiti alle Dame Bianche: la prima è Holda, la regina delle foreste, la Diana libera e selvaggia che si bagna nei laghi e nei ruscelli dei boschi e si asciuga i caldi raggi del sole di mezzogiorno; la seconda è Bertha, la bianca signora, esperta nell'arte di filare; la terza è Ostera, alla quale il popolo offre mazzi di mughetti. Queste entità amano manifestarsi agli umani soltanto soltanto in momenti e circostanze particolari, vestite con abiti o veli bianchi, da cui deriva l'appellativo che le distingue. Gli innumerevoli racconti imperniati sulla loro presenza soave e impalpabile, sono costantemente caratterizzati da un senso diffuso di grazia e di bellezza incantata che pervade ogni storia. Quando il sole è alto nel cielo le dame bianche si mostrano, di preferenza, ai pastori e contadini.
Nei pressi del villaggio di Geismar questo essere immateriale appare ogni sette anni, e nel castello di Bade, ogni giorno puntualmente, allo scoccare del mezzogiorno, una Dama Bianca si presenta con un mazzo di chiavi in mano. Ugualmente ogni sette anni, nel periodo in cui fiorisce il mughetto, appare una Dama Bianca - protettrice del luogo - nelle cantine del castello di Walsfortsweiler, dove si racconta sia nascosto un tesoro; questa singolare dama, custode del tesoro, sembra che ami in modo particolare i bambini e che preferisca mostrarsi soltanto ad essi. A Osterode, la domenica di pasqua di ogni anno, è possibile vedere esattamente la stessa figura bagnarsi nelle acque del vicino fiume, lavarsi, asciugarsi, per poi sparire tra le rovine del maniero. Una caratteristica costante di questo genere di Fate - ma non si limita a queste - pare consista nell'immancabile e prodigioso cambiamento che avviene per i doni lasciati agli esseri umani: qualsiasi oggetto regalato da una Fata, viene infatti invariabilmente trasformato dopo poco in pezzi d'oro e d'argento.
Non sarebbe sufficiente un volume a sé per riportare la serie infinita di queste leggende, la maggior parte delle quali, peraltro, non varia che per marginali dettagli. Si tratta di un patrimonio comune dell'intera Germania, ma i luoghi per così dire prediletti da queste Fate risultano la Prussia, la Turingia e
la Westfalia.
Si conoscono inoltre Dame Bianche la cui apparizione è legata, nel bene o nel male, ad antiche famiglie di casate illustri. Tristemente nota ad esempio la pallida figura che si manifestava periodicamente agli Hohenzollen per annunciare la prossima fine di un membro della famiglia. Altrettanto famosa la Dama della Casa D'Assia.
Occorre osservare tuttavia che queste creature misteriose, annunciatrici di eventi funesti, non riservano le loro attenzioni unicamente a personaggi titolati: nelle brughiere di Luneburg, le Fate dette Klage-Weib sono solite farsi portatrici di simili notizie anche presso i comuni abitanti della zona. Appartengono egualmente al ricco scrigno dei miti germanici le altrettanto note Dame del Lago, nome attribuito a numerose Fate durante il Medioevo, tra le quali basti citare la celeberrima Viviana. Queste dame legate al mondo crepuscolare, surreale e soffuso dei laghi, sono figlie delle Meerweibnixe, affascinati divinità delle acque. Da sottolineare infine, a titolo di curiosità, che l'impressione e la meraviglia suscitate in tutta Europa dalle continue apparizioni di queste straordinarie figure fu tale che alla fine del XIV secolo fu istituito in Francia, per merito del maresciallo Boucicaut, un vero e proprio Ordine della dama Bianca, con il compito preciso di difendere tutte quelle dame e fanciulle oppresse o minacciate da uomini potenti, malvagi e arroganti, che avrebbero potuto attentare alle loro terre, ai loro beni e al loro onore...

LE FATE IN ROMANIA

La Romania risulta una terra estremamente fertile dal punto di vista magico, in cui sono rintracciabili numerose tradizioni relative ad esseri fantastici di ogni genere, in particolare Fate.
"L'uomo è spesso lo zimbello di queste potenze - assicura Marie Holban nella sua opera "Incantations" - e le più potenti di queste creature sono altresì le più misteriose, poiché inafferrabili... Non si conosce da dove esse provengano, né dove vanno, inoltre non possiedono alcun nome preciso, per cui possono assumerne di ogni tipo. Sono infatti conosciute anch'esse come Dame Bianche, le Dolci, le Bianche, le Coraggiose, le Valorose, le Leggiadre, le Potenti, le Sante... Non possedendo poi alcuna forma definita, possono anche in questo caso assumerne a piacimento. Altri appellativi con i quali la gente si rivolge ad esse sono: le Graziose, la Radiose, le Tempestose. A volte sono chiamate anche Buone, con la speranza di renderle tali... "La notte delle Todoroussalies (24 giorni prima della Pentecoste), queste Fate rumene vanno in giro alla ricerca dei feti-frumosi, affascinanti principi della notte dotati anch'essi di poteri misteriosi, con i quali danzano e festeggiano fino all'alba... ma esse sono vendicative e senza pietà contro coloro che non rispettano la festa dalla quale prendono il nome. Poiché da questo nome dipende la loro esistenza.
Questo atteggiamento ha inevitabilmente dato vita a tutta una serie di incantesimi, esorcismi, preghiere e scongiuri di ogni sorta, per allontanare le minacce o per propiziare i favori delle Fate.
Riportiamo a titolo di esempio uno di questi incantesimi:

LE POTENZE
O voi le fate, voi le potenze
Siete per gli uomini temibili presenze
Regine dell'aria e del vento,
Sovrane della terra e del firmamento,
Nell'aria vi librate
Sull'erba vi sdraiate
Sull'acque vi adagiate
Volate nei luoghi più lontani del mondo
Dai mari, ai deserti, agli abissi senza fondo
Là dove non esiste alcun suono umano
E dove ogni appello risulta vano
Andate nelle fauci del vento più amaro
Lasciate la pace in ciò che ci è caro
Uscite dai corpi e dalle menti
Perdetevi tra nubi, tra turbini e venti
Rendete agli uomini la loro salute
E una spada di fuoco vi rimandi da dove siete venute.

May 20

le fate in Islanda, Olanda & Scandinavia

LE FATE IN ISLANDA
Una leggenda cristiana originaria dell'Islanda fa risalire la razza delle Fate e degli Elfi al mito di Adamo ed Eva.
Quest'ultima aveva già partorito molti figli, quando un giorno Dio si recò a farle visita, per fare la conoscenza dei suoi piccoli. Poiché essa non aveva avuto il tempo di lavarli tutti, nascose quelli più sporchi e presentò a Dio solo quelli con il viso pulito.
Così il Creatore poté riconoscere solo una parte di quei bambini, che divennero uomini. Gli altri, più numerosi, che Eva aveva nascosto privandoli del conforto divino e condannandoli così all'oblio, furono all'origine della razza degli Elfi e delle Fate.

LE FATE IN OLANDA

Secondo le tradizioni olandesi, scrive il Christian nella sua "Historie de la Magie", le Fate abitano in splendidi castelli d'oro e di cristallo, circondati da magnifici giardini e meravigliose fontane. Una musica incantevole si diffonde continuamente nell'aria; l'inverno non è mai rigido ed anzi, nel loro regno è come se splendesse un'eterna primavera.
Ciò che appare ancor più singolare, è il fatto che questi castelli appaiono all'occhio del profano come umili tuguri, i giardini sembrano campi di rifiuti e gli specchi d'acqua fossi melmosi; la musica incantevole si trasforma in rumori stridenti e l'inverno e la neve si fanno sentire in quei luoghi come una maledizione. È così che le Fate abitano, confondendosi in mezzo alla gente, nascoste da un aspetto di vecchie donne, decrepite e malandate; le vediamo coperte di stracci, con gli occhi arrossati e i capelli grigi, rauche, magre e trasandate ...... ma se dopo essersi comunicati ci si reca, alla mezzanotte precisa della vigilia di San Giovanni, tenendo nella mano sinistra un'erba chiamata popolarmente Ren-vaen, davanti alla porta di una Fata e ci si siede con le gambe incrociate, si riuscirà a vederla nella sua condizione reale, vale a dire giovane, bella, splendidamente vestita, contornata di damigelle d'onore, assisa su un trono sfavillante di pietre preziose. E si assisterà al meraviglioso spettacolo offerto da palazzi di cristallo, fontane d'acqua di rose, cascate di latte, fiori ambrati e trasparenti, e tutti i personaggi che formano la corte delle Fate...

LE FATE IN SCANDINAVIA

Ai paesi scandinavi è legata una strana e antichissima leggenda dalla quale prendono vita misteriose Fate chiamate "Vergini-cigni", controverse creature di transizione tra gli spiriti dell'aria e quelli delle acque.
Questo è il racconto riportato da Karl Grun: "Vi erano tre fratelli, figli del re: il primo si chiamava Slagfinn, il secondo Egil e il terzo Valund; essi si esercitavano con le armi e si dedicavano con passione alla caccia. Un giorno giunsero nella Valle del Lupo, dove costruirono una casa nei pressi del Lago del Lupo. Il giorno dopo aver finito il lavoro, di buon'ora, si accorsero della presenza sulle rive del lago di tre fanciulle intente a filare il lino, il cui aspetto si confondeva con la forma di tre cigni. Queste donne erano Valchirie e due di esse, Hladgun-Svanhvit e Hervor-Alhvit, erano figlie del re Loedve; la terza era Alrun, Slagfinn scelse Svanhvit e Valund prese Alhvit. Essi passarono sette anni insieme, poi le fanciulle volarono via, alla ricerca di battaglie, e non tornarono più.
"Ancora più esplicita e interessante questa seconda leggenda, intitolata "Il velo rubato". "La Fata Kalliste, una vergine-cigno, fu sorpresa mentre faceva il bagno da un cavaliere di nome Friedbert, il quale, a sua insaputa, le aveva rubato il velo magico. L'ingenua fanciulla, privata dell'influenza incantata del velo, pensò di essere caduta dal cielo, s'innamorò ben presto del giovane cavaliere e decisero di sposarsi. La vigilia delle nozze accadde che Kalliste non riusciva a trovare un velo adatto al suo abito da sposa, finché la madre di Friedbert si ricordò che tempo addietro il figlio le aveva affidato un velo molto bello, pregandola di conservarlo. Ella naturalmente ignorava che questo era il velo-talismano della vergine-cigno, e quando fu posto sul capo della fanciulla d'un tratto le tornò la memoria del proprio passato. Sconcertata e confusa per quanto accaduto, Kalliste prese allora il volo, per ritornare alla sua patria lontana. Ma fortunatamente, l'amore vince sempre e Friedbert riuscì a ritrovare la sua bella fidanzata, e il matrimonio ebbe luogo..."



 

April 29

SCAMBIO BANNER

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April 17

Le Fate in Inghilterra e Francia

LE FATE IN INGHILTERRA

Come in Francia, anche qui, in alcuni villaggi, si coltivava l'usanza di lasciare sempre alle Fate un posto apparecchiato a tavola, durante le maggiori feste dell'anno, affinché continuassero ad amare e proteggere la casa. Si credeva inoltre che le buone Fate si affezionassero particolarmente ai fiori, ai bambini, agli animali, al bestiame e tenessero lontani i pensieri cattivi generati dall'invidia e i sortilegi delle streghe.
Naturalmente non mancano le apparizioni di Dame misteriose nei castelli e nelle residenze nobiliari, come la inquietante Dama Bruna del castello di Norfolk.
Le trombe d'aria, piccole e grandi, che a volte si scatenavano improvvisamente nelle strade o nei campi, indicavano il rapido passaggio delle Fate in quel luogo per recarsi a qualche festa, o al castello della loro regina; lampi e fulmini in gran quantità erano invece attribuiti agli scontri che avvenivano nell'invisibile tra le Fate e le streghe malvagie.
Ma non è solo in Inghilterra che alcuni fenomeni atmosferici hanno origine da interventi fatati, i fiocchi di neve che cadono a mezzanotte sono, nelle regioni nordiche, lacrime di Fate; oppure è il vento che agita all'improvviso le fronde degli alberi o l'erba dei prati, a manifestare la loro presenza o il loro passaggio; un'onda inaspettata o un piccolo vortice in mare o in un lago, un gioco d'acqua inconsueto in un torrente, corrispondono al loro saluto; un fulmine che cade su un albero, un tuono a ciel sereno o nuvole scure che coprono il sole in pochi attimi esprimono invece la loro collera, e l'arcobaleno non è altro che un ponte di fiori creato per farle passare da una nuvola all'altra o da un punto all'altro del cielo...
A proposito di fiori, non possiamo dimenticare che se sbocciano in inverno o in periodi lontani dalla normale fioritura, sono stati sfiorati dalla veste o dalla mano di una Fata, per cui toccandone i petali si può esprimere un desiderio che immancabilmente si avvererà...
Le stelle cadenti poi, sono solo granelli di polvere magica caduta dai loro abiti mentre si muovono o danzano nel cielo (secondo un'altra versione sarebbero invece le stelle dipinte sulle loro vesti a cadere durante il ballo delle Fate). La cometa, infine, è il carro con il quale la regina di tutte le Fate si sposta nell'universo per andare a trovare le proprie seguaci sparse nei vari mondi.
Infine, nelle isole britanniche si tramanda da epoca immemorabile una credenza relativa alla misteriosa pietra delle Fate, una pietra bucata, considerata un potentissimo amuleto contro gli attacchi demoniaci.
Per concludere, aggiungiamo che nei paesi del Galles, le Fate preferiscono indossare vestiti di color verde, per confondersi e nascondersi meglio nel fogliame di alberi e cespugli. Amano inoltre scorrazzare nel cielo a gruppi, lasciandosi trasportare dal vento e danzare al chiaro di luna nei prati e nei boschi ombrosi. Si racconta che alcuni incauti mortali hanno osato unirsi di nascosto a questo ballo incantato, ma le Fate li hanno subito circondati e, travolti dal turbine della loro danza travolgente, sono stati poi ritrovati lontano dal luogo, il giorno dopo, più morti che vivi per lo spavento.
La montagna chiamata Carned-Idris è stata per lungo tempo teatro di queste danze fantastiche e la sua sommità è coronata da un cerchio di pietre che si ritiene indichino la tomba di Idris, famosa Fata assai viva nella memoria del paese. Il popolo crede ancora che sia sufficiente addormentarsi al centro di queste pietre magiche per avere in sogno visioni soprannaturali e messaggi profetici.
Infine nei pressi di un lago solitario immerso nel Brecknockshire, pare esista, nascosta tra le rocce, una misteriosa porta del regno delle Fate, che si apre soltanto una volta l'anno, il primo maggio, dopo la notte di una delle principali feste magiche conosciute in Occidente, la notte di Valpurga.
Coloro che hanno la curiosità e il coraggio di aprire questa porta - scrive il Christian - entrano in un passaggio sotterraneo che li conduce in una piccola isola situata al centro del lago. Scoprono allora un giardino magnifico, abitato da queste Fate chiamate "Tylwith-Teg", che offrono al visitatore frutta e fiori magici, lo deliziano con musica celestiale, gli svelano l'avvenire e l'invitano a restare in questo paradiso per tutto il tempo che vuole. L'unica raccomandazione che viene rivolta al gradito ospite è quella di non portare via niente da quel luogo, allorché lascerà l'isola. Ora accade che un visitatore imprudente non volle tenere purtroppo conto di questo avviso, e portò con sé per ricordo uno dei fiori meravigliosi che ornavano quel giardino incantato, ma appena ebbe varcato la magica porta divenne pazzo...

LE FATE IN FRANCIA
Fin dall'antichità le Fate sono state motivo ispiratore di innumerevoli ballate, racconti e canzoni di trovatori e poeti che illustrarono e cantarono bellezza, incantesimi, gesta e avventure di questi esseri affascinanti.
Nel medioevo, la leggenda bretone delle Fate di Loc-il-Du incantava dame e innamorati, e questi personaggi fantastici esercitavano un'influenza occulta, ma reale, in ogni luogo.
In Bretagna i ricordi e le usanze in proposito sono numerosi ed evidenziano il particolare rispetto degli abitanti della regione nei loro confronti.
Collin de Plancy racconta che alla nascita dei loro figli, i bretoni si preoccupavano immediatamente di apparecchiare nella stanza attigua a quella del parto una tavola abbondante e ricca di vivande per tre persone, al fine di rendersi favorevoli le fate dette le tre madri, e ringraziarle adeguatamente della loro visita propiziatoria e soprattutto per i doni particolari che avrebbero lasciato al neonato.
Sempre in Bretagna, come scrive Savi Lopez, le Fate hanno i loro corrispondenti spiriti maschi detti Fayou.
Nella stessa regione si tramanda inoltre il ricordo di particolari Fate, poste a tutela di menhir e altri monumenti druidici, le quali conoscevano il destino degli uomini e degli eventi, comandavano gli elementi ed erano in grado di spostarsi in un attimo da un capo all'altro del mondo. Ogni anno, all'inizio della primavera, celebravano una solenne festa notturna alla luce della luna piena, durante la quale consumavano un magico pranzo, per poi disperdersi alle prime luci dell'alba.
Secondo le fonti originali, queste fate erano vestite di bianco, esattamente come le sacerdotesse dei culti druidici.
Oltre queste tradizioni, dalle quali affiora il ricordo di antichi riti iniziatici e religiosi, si affermano numerose altre credenze, non di rado di natura superstiziosa.
Questi esseri, chiamati anche "Korrigans" - si afferma - non erano fatti né di carne, né di ossa, né di muscoli. Pertanto ciascuno di esse poteva diventare terribile come un'armata intera, oppure ridursi a dimensioni talmente ridotte da potersi posare su una spiga di segale senza curvarne il gambo. Mille testimonianze ci raccontano come i contadini potessero spesso sorprenderli nascosti a riposare sotto un ciuffo d'erba... E non v'era pastore, né mezzadro che le temesse, quando la notte calava, quando le nubi si abbassavano e la bruma offuscava a poco a poco ogni cosa, ed esse si riunivano formando ronde fantastiche. Ognuno sapeva che l'influenza di questi buoni gèni era per i villaggi benigna e benefica. Al tramonto, il loro fievole canto si levava lontano, per ritmare le danze delle giovinette. Esse leggevano nel gran libro aperto dei prati e dei boschi...
April 16

Le Fate in Irlanda e Scozia

LE FATE IN IRLANDA
Un motivo preminente nella tradizione irlandese è il rapporto tra Fate e esseri umani, scrive Richard Kieckhefer nel volume "La magia del Medioevo".
In un testo irlandese del XII secolo si racconta dell'avventura di un gruppo di cacciatori che un giorno si imbatte nella Collina delle Fate, dove trascorreranno la notte ospiti dei ventotto guerrieri e delle loro bellissime dame che abitano il luogo incantato.
Secondo una variante più antica, Conle il Rosso ode il richiamo ammaliatore di una Fata che lo invita a seguirla sulla Collina delle Fate, dove la vita è sempre una festa senza affanni né pensieri e la morte non esiste. Temendo un sortilegio malefico, Conle recita un incantesimo donatogli da un druido, con il quale riesce ad allontanare la Fata, ma questa, prima di andarsene gli lascia una mela che lo nutrirà per un intero mese. Allo scadere del tempo la Fata ritorna e tenta di nuovo di conquistare il cuore del cavaliere, lo esorta a diffidare dei poteri demoniaci dei druidi, profetizza la prossima conversione degli irlandesi per opera di San Patrizio e lo invita insistentemente a partire con lei, sulla sua barca di cristallo. Conle cederà infine alle lusinghe della Fata, se ne andrà con lei e non farà più ritorno tra i mortali. Lady Wilde, nel suo libro "Antiche leggende d'Irlanda", afferma che le Fate irlandesi sono amanti appassionate della bella vita, della bellezza e di ogni genere di lusso, mentre detestano decisamente gli avari, i taccagni, i parsimoniosi e i risparmiatori incalliti; sono inoltre inorridite dalla mano serrata del tirchio, che raccoglie avidamente anche l'ultimo chicco, prosciuga il secchio del latte fino all'ultima goccia e non riserva nulla sulla sua tavola per gli spiriti che vagano nelle notti di luna.
 
LE FATE IN SCOZIA
In Scozia le Fate assumono il nome popolare di "brownies" e si distinguono per la particolare dedizione e cura che manifestano nei confronti di certe famiglie da esse protette.
In questo paese sono spesso confuse o identificate con gli Elfi, dal nome dei quali traggono origine alcuni dei loro appellativi più comuni, come dun-Elfen (Elfi delle dune), berg-Elfen (Elfi delle colline), munt-Elfen (Elfi dei monti), feld-Elfen (Elfi dei campi), wudu-Elfen (Elfi dei boschi), Woeter-Elfen (Elfi delle acque), o ancora faifolks, fairies, siths e sleagh maith (buona gente).
Una tradizione scozzese, comune del resto a vari paesi del nord Europa, descrive una suggestiva danza delle Fate che si svolge nottetempo nel cielo o intorno a megaliti sacri in occasione dei solstizi e degli equinozi, detta "chorea elvarum" : al suono meraviglioso di strumenti magici le Fate volteggiano ritmicamente in circolo, passandosi a turno una coppa contenente un misterioso elisir, una sola goccia del quale può donare la saggezza e la conoscenza di un dio.
Secondo Collin de Plancy, in certe zone della Scozia si dice che le Fate siano incaricate di condurre in cielo i neonati morti prematuramente, e di aiutare coloro che le invocano a distruggere i malefici di Satana.
Un'altra antica tradizione sviluppatasi negli Higlands della Scozia, raccomanda, quando si entra in una dimora di Fate, di conficcare nella porta un pezzo di ferro o d'acciaio, come una spada, un coltello, un ago o un amo da pesca, poiché in questo modo gli Elfi guardiani non potranno richiudere la porta e lasciarvi dentro, finché non siate usciti.
Inoltre, allorché avete ucciso un cervo e lo portate a casa di notte, badate di lasciare un coltello infilzato nel cadavere dell'animale, poiché questo impedirà alle Fate di rubarvelo e di riportarlo con loro nei boschi per ridargli la vita. Attenzione inoltre a non molestare mai le mucche, soprattutto di notte, poiché le Fate sono loro amiche e nel tempo di luna piena vanno a trovarle offrendo loro erbe buone di campo e ricevendo in cambio buon latte. Infine può risultare assai rischioso tentare di uccidere uccelli - specialmente rapaci - che volano circolarmente nell'aria, in quanto potrebbe trattarsi di Fate del cielo che danzano in cerchio e che, se aggredite, potrebbero accecarvi all'istante.
 

 

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Updated 4/16/2008
Updated 2/29/2008